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Prima di tutto bisogna capire la differenza tra un sistema analogico ed uno digitale!


Per
Sistema Analogico si intende un sistema di trasformazione di un’onda sonora in un segnale elettrico; questo avveniva nelle vecchie incisioni musicali tramite un microfono, dei circuiti elettrici ed una testina per l’incisione su supporto magnetico.
 

Ora come ora, con l’avvento dei CD DA (Compact Disc Digital Audio) le cose cambiano in quanto, l’audio digitale poggia sul Campionamento, il quale permette la trasformazione di un segnale analogico in una informazione digitale e quindi pienamente rielaborabile dai Computers.
Questo fantastico sistema ci permette (o almeno permette a chi lo sa fare) di modificare, correggere o comunque rielaborare pienamente tutto ciò che è stato digitalizzato.
 

La Fedeltà Audio, cioè l’uguaglianza del suono prodotto nei confronti di quello udito dal nostro orecchio, dipende da due fattori:


la Frequenza e la Risoluzione di Campionamento.


Più questi due parametri saranno alti più elevata sarà la fedeltà nei confronti del suono source!
L'intervallo di frequenza o Range  deve essere almeno il doppio rispetto a quello udibile dall’orecchio umano (essendo la frequenza massima udibile dall’nostro orecchio pari a 20MHz, si dovrà campionare, per avere una hi-fi Sound a 44MHz).
Ecco perché 44Mhz è considerata la qualità Cd, in quanto nella digitalizzazione di un segnale analogico, nel caso del PC, l’elaboratore cattura tutto l’udibile al nostro orecchio e mantiene una fedeltà molto elevata nei confronti della sorgente audio.

La risoluzione consiste nella quantità di informazioni che il sistema utilizza per descrivere il segnale audio. Nel caso del CD la risoluzione è a 16 bit.

 

Nei sistemi di registrazione in studio spesso si usa una risoluzione sui 24 bit con una frequenza di 96MHz

Il CD utilizza 16 bit per 44MHz


Un Sintetizzatore può essere una “macchina” o un software che simula la suddetta “macchina”, che modulando la forma d’onda di un suono in base a ben precise equazioni matematiche ed usando opportuni generatori ne crea di nuovi, mentre un Campionatore è simile al precedente eccetto per il fatto che non crea suoni nuovi ma digitalizzando i suoni naturali (registrando cioè in digitale quei suoni uditi dal nostro orecchio, qualunque essi siano, anche la voce di qualche d’uno), li riproducono e li modulano a seconda delle note musicali usate dall’utente.
Dopo tutta questa bella descrizione al limite dello snervo, si comprende il perché ed il percome delle schede sonore; esse trasformano un segnale analogico in uno digitale, e voi ci farete su quello che meglio credete!

 


 


Che cosa si intende per proprietà di un suono?

 Per proprietà di un suono si intendono:

 

il Timbro, l'Altezza ed Intensità.


Che cos’è il Timbro di un suono?

Il timbro è la caratteristica del suono che permette all'orecchio di distinguere la natura della sorgente che l'ha emesso, a prescindere dalla frequenza e dall'intensità. Ciò che lo determina sono le componenti addizionali (armoniche) dell'onda che vibrano a frequenze multiple della frequenza principale. L'orecchio è in grado di distinguere facilmente una stessa nota prodotta da un diapason, da un violino o da un pianoforte.

 

 

Che cos’è l'Altezza di un suono?

La frequenza delle onde sonore è una misura dell'altezza del suono. Il range di udibilità dell'orecchio umano è compreso tra i 20 e i 20.000 Hz. Ciò significa che, pur esistendo onde sonore che si propagano a frequenze più basse (infrasuoni) o più alte (ultrasuoni), noi non possiamo percepirle.
 


Che cos’è l'Intensità di un suono?

L'intensità del suono si misura in decibel (dB). Alla soglia di udibilità è attribuito il valore 0 dB; l'intensità di un mormorio risulta di circa 10 dB e il fruscio del vento tra le foglie si aggira intorno ai 20 dB. La scala delle intensità dei suoni è logaritmica, perciò ogni incremento di 10 dB corrisponde a un aumento in intensità di un fattore 10: il fruscio delle foglie infatti è 10 volte più intenso dei mormorii.

 

 

Cos'è un sintetizzatore?

E’ uno strumento capace di generare molti timbri diversi (permettendo di modificarli) e, per ogni timbro, coprire un’ampia scala musicale (dalle frequenze più basse alle più alte).

Le sue caratteristiche più importanti sono però la Polifonia, che indica la possibilità di emettere contemporaneamente più note (chiamate voci) e la Multitimbricità, indicante la possibilità di emettere timbri diversi nello stesso istante (parti).
 

- Esempio:

Un Synt capace di emettere 20 note contemporaneamente si chiamerà Polifonico a 20 Voci.
Un Synt capace di usare contemporaneamente 6 strumenti musicali si chiamerà Politimbrico a 6 Parti.