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Introduzione | Regole basilari | Porte | Monitorare
A dir poco impressionante è come
in Rete, in particolare negli ultimi mesi, si siano diffusi software
sempre più complessi e completi che permettono di spiare all'interno
di computer remoti collegati via Internet.
IlSoftware.it vuole spiegare come sguardi indiscreti possono
potenzialmente essere in grado di leggere i documenti presenti
all'interno del nostro personal computer o come sia possibile che
qualcuno causi danni più o meno gravi all'interno del nostro fido
compagno di lavoro e di divertimento.
Purtroppo non si tratta delle solite leggende metropolitane:
esistono programmi che abbinati alla distrazione od all'imperizia
rendono il nostro personal computer preda facile per centinaia e
centinaia di hackers remoti, che possono essere in grado di far
piazza pulita all'interno del nostro elaboratore.
Ciò che vogliamo assolutamente evitare in questo articolo, sono
certamente i toni allarmanti e non costruttivi che spesso si
evincono da talune fonti di informazione. Vogliamo invece, dopo una
presentazione del problema reale, presentare altrettanto reali e
contrete soluzioni che permettano di non trovarsi impreparati o
peggio, di divenire vittime.
Windows, così com'è, non è di solito direttamente e semplicemente
attaccabile, pur non essendo, allo stato delle cose, il sistema
operativo più sicuro in assoluto.
Per poter rendere Windows inerme a taluni attacchi, è necessario che
all'interno del nostro computer venga attivata una apposita
"backdoor".
La backdoor è una vera e propria "porta sul retro" nel senso che,
appena avviata, è in grado non solo di far uscire, a nostra
insaputa, dati importanti ma anche permettere l'accesso indisturbato
al nostro personal computer, di utenti non autorizzati.
Una volta attivata la backdoor, infatti, questa offre ad un hacker
remoto l'accesso completo a tutte le risorse del personal computer
"vittima" ed addirittura ai personal computer ad esso collegati. Per
collegarsi a questi ultimi l'hacker remoto è in grado di riconoscere
ed usare i dati dell'utente che ha subito l'attacco.
Back Orifice sa infatti come accedere alle password di sistema, ma
non solo: la backdoor comunica ogni sequenza di tasti premuti da
parte dell'utente vittima ed è anche in grado di registrare quali
operazioni avvengono off-line.
Non appena la vittima si ricollega ad Internet tutte le informazioni
"spiate" vengono passate all'hacker remoto che quindi può avere la
possibilità di identificare semplicemente, per esempio, un numero di
carta di credito o un conto corrente e relativi codici d'accesso
immessi mediante la tastiera.
L'hacker ha a disposizione un'ampia gamma di azioni che possono
essere compiute nei confronti del personal computer su cui ha deciso
di dirigere l'attacco, prime fra tutte, la possibilità di impedire
temporaneamente l'uso della tastiera da parte dell'utente vittima,
di oscurare lo schermo, di eseguire qualunque tipo di operazione.
Le applicazioni come Back Orifice offrono numerose altre opportunità
per confondere o mettere nel panico l'utente vittima: inversione dei
tasti del mouse, apertura e chiusura del cassettino del lettore CD
ROM, possibilità di generare suoni, di chiudere o mandare in crash
Windows.
Ciò che l'hacker remoto ha sempre bisogno per collegarsi al computer
"vittima" è l'indirizzo IP che viene assegnato al momento della
connessione. Solitamente l'indirizzo IP è dinamico, ovvero ci viene
attribuito dal provider un numero quasi sempre diverso ogni volta
che ci colleghiamo alla Rete.
Le backdoor più recenti sembrano aver superato questo problema: esse
sono in grado di comunicare all'hacker, ogni volta che l'utente
vittima si connette ad Internet, il nuovo indirizzo IP, utilizzando
come mezzi ICQ, IRC oppure semplicemente la posta elettronica.
Back Orifice, di cui è stata recentemente sviluppata la versione
2000, è sicuramente uno dei software più famosi: già una settimana
prima del suo lancio ufficiale tutti i siti web d'informazione
on-line hanno fatto a gara per distribuire in anteprima notizia sul
nuovo BO. Altre backdoor molto conosciute sono Deep Throat,
NetSphere, Hack'àTack e SubSeven.
Purtroppo però ve ne sono moltissime in circolazione: noi stessi
siamo rimasti a bocca aperta dopo aver visitato il sito
The
Trojans removal database che contiene una lunga lista di
backdoor. In corrispondenza del nome di ciascuna backdoor vengono
elencate le modifiche che vengono apportate al sistema (specialmente
al registro di sistema) per renderlo di facile attacco.
Non è quindi affatto semplice stilare una lista di backdoor e
proporre per ciascuna una soluzione che conduca alla relativa
identificazione e rimozione.
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